giovedì 27 giugno 2013

Bjòrk

Artista totale, prototipo della figura multimediale di diva del futuro, Bjòrk è riuscita a imporre la sua immagine e la sua musica sfuggendo a qualsiasi strategia commerciale, spinta dalla curiosità e dalla sfida con se stessa. Come i Radiohead hanno cercato di deviare dalla strada già segnata delle rock band, così l'artista islandese ha tracciato un percorso personalissimo, dal punk degli inizi fino alla new wave dell'altro mondo con gli Sugarcubes e la calda musica elettronica degli album da solista. Icona femminile degli anni '90, Bjórk si affaccia sul futuro con la forza istintiva di un talento che sa anticipare i tempi, utilizzando strumenti antichi e macchine moderne. La musica elettronica, quella da camera, la dance, il free jazz, la musica etnica, il pop, il jazz vocale (Ella Fitzgerald), i cori di ogni paese e i rumori di qualsiasi macchina sono tutti ingredienti e influenze che vanno a comporre la sua arte.
Bjòrk ha pubblicato giovanissima, nel 1977, un album di cover, tra cui una versione in islandese di "The Pool On The Mili" dei Beatles. Nel 1981 fa parte del duo punk Tappi Tikarrass e poi entra nei Kukl (1983 -1986), una band influenzata dalla new wave inglese. Qui conosce Siggi ed Einar, poi finiti negli Sugarcubes. Con l'album solista Debut arriva al terzo posto della classifica inglese, collaborando con Nellee Hooper, Talving Singh, Jhelisa e Marius De Vries. Con il film di Von Trier, "Dancer In The Dark" vince nel 2000 la Palma d'Oro a Cannes. Lo spettacolo Unplugged di MTV del novembre '94 mostra nude le diverse componenti del suono di Bjòrk, lasciando libera la sua voce di occupare lo spazio, tra harpsicord, flauti e tablas. Lo stesso esperimento ripreso con l'Icelandic String Quartet nei concerti del 1999.